Cherasco, una città adagiata su uno sperone prospicente la Langa e le Alpi, cinta da un bastione a stella, costruita secondo una pianta a scacchiera, attraversata da vie perpendicolari, aperte sul verde circostante.  Quattro torri campanarie romaniche, cinque campanili barocchi, due archi trionfali, sette chiese imponenti e decine di palazzi ricchi di affreschi e affacciati su giardini allietati da alberi maestosi. La storia volle qui ripetutamente affermare il proprio diritto a scompigliare la vita degli uomini. Sette paci furono firmate entro le mura imprendibili cinque fra i rissosi comuni del ‘300; quella famosissima del 1631, che pose fine alla guerra europea di “Casale”, e l’armistizio imposto da Bonaparte al Regno di Sardegna nel 1796.  Sostarono in città: Ludovico Visconti, Lionello Duca di Clarence, Carlo V, Giulio Mazzarino, Ascanio Vittozzi, Napoleone Bonaparte, Theodor Mommsen, Massimo Bontempelli,  e tutti i Duchi, Principi e Re di Casa Savoia, oltre ad esponenti insigni  dell’arte non solo piemontese , che vi concepirono i loro capolavori. Cherasco è soprattutto atmosfera ammaliante, fatta di profumi, color, suoni di campane, voci di bambini, di echi del passato. Ed è per questo residenza di artisti ancora oggi e meta di turisti esigenti e curiosi: di imprenditori che trovano  nella serenità di una passeggiata nel centro storico, un momento di pausa nel ritmo degli affari che si intrecciano nelle vivaci aziende del territorio. 

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